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"Un 2006 particolarmente stimolante per la più parte delle aziende del settore, con una crescita in prevalenza al di fuori dell’Italia, perché è sui mercati esteri che si concentrano i produttori italiani di pompe. E ancora la sfida di tutti di resistere ai forti aumenti sulle materie prime”. Questo in sintesi il quadro che emerge dalle parole di Alberto Caprari, presidente di Assopompe. Con un fatturato totale di circa 750 milioni di Euro ed un numero totale di addetti che supera le 4.700 unità, Assopompe che conta oggi 36 soci, è l'associazione dei costruttori italiani di pompe il cui scopo primario è quello di informare i soci sugli sviluppi del mercato, promuovere l'aggregazione di risorse e competenze e divulgare conoscenze utili a sostenere la vitalità tecnologica e industriale del settore. Iscritta ad Europump, che raccoglie le associazioni territoriali europee, l’associazione partecipa alle iniziative europee, accede alla conoscenza delle normative più aggiornate, ad un vasto repertorio di pubblicazioni tecnico-scientifiche, ed infine ad un insieme di informazioni statistiche sull'andamento dei mercati. A tre mesi dalla nomina del nuovo Presidente, Alberto Caprari, Amministratore di Caprari SpA, e del Vice Presidente, delegato italiano presso l'Executive Council di Europump Carlo Banfi, Amministratore Delegato di Sterling Fluid Systems SpA, abbiamo chiesto al Presidente in carica di darci un quadro il più possibile realistico del settore. Le prospettive sembrano oltremodo positive… "Lei ora ricopre la carica di Presidente di Assopompe, quali sono i suoi obiettivi e le sue strategie nel breve e medio periodo?" "L’obbiettivo principale della nuova presidenza Assopompe, che comprende oltre al sottoscritto un rinnovato gruppo di Consiglieri esperti, provenienti da rinomate aziende del settore, è principalmente dare ulteriore vigore e visibilità alla associazione. Già negli ultimi anni infatti, ci siamo incamminati in un percorso virtuoso che ha portato Assopompe a ricoprire un ruolo di effettiva utilità per le aziende del settore e di conseguenza per i nostri clienti ed utilizzatori tutti. Diverse sono le iniziative di successo che vorremo portare avanti, aggiungendone altre. Gli Incontri Conviviali a tema, per esempio, vedono una sempre maggiore affluenza da parte degli operatori di settore. Crediamo infatti che il “networking”, ossia il favorire le relazioni dirette fra operatori del settore, sia una delle valenze primarie del partecipare l’associazione. Questi incontri, normalmente aperti anche a non associati, verranno quindi maggiormente promossi. Diverse tematiche poi di interesse comune al riguardo del recepimento in Italia delle più recenti Direttive Comunitarie, vengono portate avanti da Assopompe difendendo strenuamente gli interessi della categoria, sovente in collaborazione con Confindustria. L’ultima “battaglia”, in questo caso solo indirettamente legata al mondo della Chimica, è stata per ottenere chiarezza ed almeno più tempo per l’attuazione del Decreto Ministeriale 174, relativo ai materiali a contatto con l’acqua destinata al consumo umano. In un contesto confuso e non facile come quello italiano, tra l’altro in una Europa non affatto allineata su questo importante tema, si è individuata una soluzione pratica che le aziende italiane ora possono utilizzare. Cercheremo inoltre di allargare ulteriormente la base societaria, accogliendo nuovi soci in rappresentanza di dinamiche nuove aziende del settore, come pure di federarci ad un organismo ancor più ampio e rappresentativo per poter dare sempre maggiori servizi agli associati." "Quali sono le più importanti innovazioni tecnologiche realizzate nel settore delle pompe idrauliche (pompe per acque pulite e per acque reflue) e nelle creazioni di soluzioni avanzate per la gestione del ciclo integrato dell’acqua dai produttori italiani?" "Senz’altro le soluzioni in termini di pompe, elettropompe e sistemi di pompaggio integrati che guardano all’efficienza energetica massima. Tutti quanti oggi siamo infatti estremamente sensibilizzati dall’urgenza del problema energetico e dall’importanza delle fonti rinnovabili. Purtroppo il settore pompe in generale può contare solo in minima parte su utilizzi concreti di energie rinnovabili. Un dato globale ufficioso è che il 20% dell’energia al mondo viene spesa per pompare. E’ facile comprendere pertanto che prodotti molto avanzati tecnologicamente sia per progettazione idraulica ed elettrica innovativa che per sistemi di controllo elettronici intelligenti, possono fare tanto in questo senso. Uno dei trend crescenti nel settore è infatti il pompaggio a velocità variabile o per meglio dire tramite “VSD” (Variable Speed Drives). Sono dispositivi che anche se non possono risolvere diverse esigenze fondamentali, in certi casi permettono effettivamente un utilizzo razionale dell’energia elettrica. Molti costruttori del settore stanno investendo in questo senso, anche progettando ex-novo linee di prodotto ad alta efficienza, sulla linea di quanto già visibile per i motori elettrici con la Classificazione di Efficienza “Eff 1” o per gli elettrodomestici con le classificazione Energetica “A, B ecc.”. Questa nuova onda di prodotti altamente efficienti in arrivo sul mercato dovrebbe contribuire a proteggere maggiormente l’industria italiana ed occidentale dall’invasione di prodotti a basso costo e scarsa affidabilità in arrivo dall’oriente. A proposito di affidabilità, un altro macro-trend va segnalato: il “Life Cycle Cost”. Ossia il costo totale di lungo periodo, invece che il semplice costo di acquisto. È nel lungo periodo infatti che si esperienza il vero costo ed efficienza di una soluzione tecnologica adottata ed oltre al consumo di energia, l’affidabilità e gli interventi di manutenzione hanno un ruolo preminente. Ecco allora che le aziende all’avanguardia si stanno orientando verso prodotti dall’affidabilità sempre più spinta e con interventi di manutenzione dei più semplici ed economici. Ottenere ciò con prodotti a costi per l’utente competitivi richiede un profondo know-how ed investimenti continui. L’orizzonte a mio avviso è chiaro, anche se non si può comprendere con che velocità avverrà l’evoluzione. L’utente, il nostro cliente, sia che si tratti di una industria che utilizza pompe per il suo processo primario, sia che sia un privato, guarderà sempre più al “servizio reso” dall’oggetto che ha acquistato, rimandando al fornitore la gestione di tutte le problematiche relative. Le aziende saranno quindi chiamate a soddisfare una domanda diversa che guarda all’efficienza complessiva del fornitore e dei servizi vari che fornisce, piuttosto che al semplice prodotto acquistato. In sostanza si andrà sempre più verso una logica di “asset management” abbandonando in parte il focus sul prodotto in quanto tale." "Quali risultati hanno raggiunto i produttori di pompe italiani sul mercato interno e internazionale?" "Non è facile fornire indicazioni precise, relativamente al nostro settore. Come Assopompe ci avvaliamo di servizi Databank, molto precisi che però colgono soltanto una parte delle aziende effettivamente presenti nel settore. Tentando un quadro riassuntivo, si può dire certamente che il 2006 è stato un anno particolarmente stimolante per la più parte delle aziende del settore. Diversi hanno realizzato una crescita a due cifre, fatto raro in un comparto che stenta a vedere da qualche anno una crescita fisiologica reale superiore al 6%. Il primo quarter del 2007 ha confermato risultati positivi. Va però ricordato che, data la diversità delle aziende sia associate Assopompe che del settore allargato tutto, vi sono realtà come quelle legate al Power & Oil che hanno anche due anni di carico d’ordini confermato, mentre altre rivolte alla distribuzione tradizionale stentano a vedere oltre i due mesi. Poiché i produttori italiani si concentrano con prevalenza sui mercati esteri è facile comprendere che la crescita sia stata in prevalenza al di fuori dell’Italia ed in particolare nelle aree meno influenzate dallo sfavorevole cambio euro/dollaro. Nella nostra nazione si è notato una stasi nel settore pubblico, una effervescenza invece nelle applicazioni industriali trainate dai crescenti investimenti dell’industria produttiva in genere. Nel complesso credo si possa annotare ancora una leggera crescita. La sfida di tutti ora è resistere ai forti aumenti sulle materie prime (acciaio, rame, ecc.) compensando con l’efficienza del sistema azienda e la riduzione dei costi generali." "Quali sono i mercati che sembrano offrire le maggiori opportunità?" "In generale, posso dire che all’ultimo convegno Europump la sezione dedicata al forecasting è stata introdotta con l’immagine di una “sfera di cristallo”. In generale tutti i segmenti che presuppongono un’alta qualificazione del prodotto-servizio fornito saranno quelli che vedranno un riscontro molto favorevole per le nostre aziende. In certi caso ciò potrà avvenire in mercati maturi e saturi come l’Europa, ma proprio per questo molto esigenti, in certi altri casi pure in mercati in via di sviluppo, nel caso in cui vengano ricercate soluzione di pompaggio ultra-affidabili e pertanto vengano scartati a priori i produttori locali. Ciascuna azienda dovrà trovare la combinazione di “mercato applicativo e regione del mondo” ove la combinazione di fattori si presenti come la più favorevole alla propria realtà. Poiché sono convinto che la sfida nel lungo periodo si vincerà sulla qualità delle persone innanzi tutto, credo che la nostra industria, come peraltro quella occidentale in genere, se continuerà ad investire adeguatamente nel “materiale umano” troverà sempre lo sviluppo che merita." |